In questo articolo proponiamo frasi famose in latino con la traduzione, frasi di notevole fama e celebrità che ormai sono arrivate a far parte integrante anche del nostro moderno modo di esprimersi.

«Errare humanum est»  

 «Sbagliare è umano»

E’ nella natura dell’uomo sbagliare. Si tratta di un principio filosofico con il quale si cerca d’attenuare una colpa, un errore, una caduta morale.

In Livio (Ab urbe condita, VIII, 35) troviamo :

«Venia dignus est humanus error»  > «L’ errore umano è degno di perdono».

In Cicerone (Filippiche, XII, 5)

«Cuiusvis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare»

«È proprio di ogni persona sbagliare; di nessun altro se non dello sciocco perseverare nell’errore».

«Est modus in rebus» 

(Orazio, Satire, I, 1, 106)

«Nelle cose c’è una misura»

L’espressione oraziana, derivata da Plauto, è la condanna di ogni esagerazione. Il seguito della frase infatti: «sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum»  > «esistono confini certi, al di qua e al di là dei quali non è possibile che si mantenga la rettitudine».  Il senso della frase indica chiaramente che ogni eccesso è un vizio, un male. Sempre Orazio in un’altra sua opera (le Odi) parla di «aurea mediocritas », cioè «il dorato giusto mezzo», la preziosità d’oro del saper stare equidistanti dagli eccessi.

In Seneca (Edipo, 930) troviamo:

«Qudquid excessit modum / Pendet instabili loco» > «Tutto ciò che oltrepassa la misura, è  sospeso in una posizione instabile»

Nei filosofi della scolastica medievale:

«in medio stat virtus» > La virtù sta nel mezzo

In queste frasi è presente l’ombra di Aristotele, il quale nell’Etica a Nicomaco traccia l’ideale greco della misura, del sapersi moderare, dell’evitare gli eccessi, che poi è rimasto come modello di comportamento. Il saper essere equilibrati, stare «nel mezzo», testimonia quella «padronanza di sè» che è una delle virtù più ricercate nel mondo antico, e non solo.

«carpe diem»

(Orazio Odi, 1, 11, 6 )

«afferra il  giorno»

Celeberrima frase di grande impatto: due paroline che nascondono un grande significato. Il punto centrale della frase è la consapevolezza della brevità della vita, che comporta la necessità di gioire delle gioie dell’istante, senza perdersi nell’inutile gioco delle speranze, dei progetti o delle paure. La frase è estratta dal contesto dell’esortazione a Leuconoe (Odi, 1, 11, 6 ss.):

sapias, vina liques et spatio brevi spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

«sii saggia: filtra il vino, e in un breve percorso taglia la lunga tua speranza. Mentre parliamo, già sarà fuggito, maligno, il tempo che ci è dato: strappagli questo giorno, credendo il meno possibile al domani».

 

«Alea iacta est»

(Svetonio, Cesare, 32)

«Il dado è tratto»

E’ la famosa frase detta da  Cesare mentre si accingeva al passaggio del Rubicone, piccolo fiume oltrepassato il quale la situazione politica romana sarebbe precipitata. In effetti un generale romano, alla testa di un esercito, non poteva attraversare il limite rappresentato da quel fiume in direzione di Roma, perché avrebbe rappresentato un atto di minaccia contro lo Stato. Da allora, la frase è diventata proverbiale per indicare un limite estremo che si passa e poi non è più possibile tornare indietro.

Valete !

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